Cari pazienti,
il mio percorso professionale è iniziato nel 2009 con la Laurea in Fisioterapia, conseguita con lode e con il premio di profitto assegnato dal Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli. Tuttavia, sentivo che le opportunità offerte nella mia amata Napoli non fossero abbastanza; desideravo mettermi alla prova in altre realtà.
Mi si presentò un’occasione a Bologna, presso uno dei più rinomati centri di riabilitazione ortopedica. Non ci ho pensato due volte: è stata la mia prima vera esperienza lontano da casa e - a distanza di anni - la ricordo con emozione. È stato quel passo a iniziare poi il percorso che sto seguendo ancora oggi. Ho avuto l’opportunità di immergermi nella riabilitazione ortopedica, con un focus particolare sulla spalla, collaborando con professionisti di grande esperienza che sono stati per me punti di riferimento fondamentali.
Eppure, nonostante la crescita professionale, ero sempre affascinata dai colleghi osteopati: riuscivano a risolvere problematiche che per me risultavano bloccanti e ammiravo la loro profonda conoscenza dell’anatomia. Ecco perché decisi di intraprendere il percorso in Osteopatia, un mondo nuovo che mi si aprì davanti. Ma l’inizio non fu affatto semplice. Quei primi anni furono per me una sfida costante, spesso frustrante: si studiava tantissima teoria, eppure le tecniche sembravano inafferrabili, difficili da comprendere e ancora di più da eseguire. Mi sono dovuta scontrare con la realtà del nostro mestiere: prima che una mano impari a “vedere”, deve affinare la sensibilità, sapere esattamente dove si trova e questo richiede tempo, pazienza e una dedizione viscerale. È stato solo al quarto anno di studi e costante pratica su moltitudini di pazienti che ho iniziato a sentire, finalmente, che ogni tocco stava diventando consapevolezza.
Nonostante vivessi a Bologna, la scelta del Collegio Italiano di Osteopatia fu ponderata: partecipai a diversi open day in tutta Italia, solo per scoprire che l’istituto migliore per me era proprio a pochi passi. Spesso cerchiamo lontano le risposte, quando sono proprio accanto a noi.
Ricordo ancora la prima lezione con il Dr. Christian Defrance: ne rimasi folgorata. È iniziato così un percorso fatto di sfide, fatiche e, ammetto, anche qualche lacrima. Studiare mentre lavoravo per pagarmi gli studi non è stato facile, ma non ho mai mollato. Ho avuto l’occasione di imparare da docenti di grande spessore e di portare il mio contributo in un ospedale pediatrico in Tanzania e in Ghana, dove ho trattato pazienti amputati assistendo ai relativi interventi chirurgici, una novità per me.
In seguito sono approdata a Milano. Poiché il mio network era a Bologna, dove avevo costruito stima e fiducia tra i colleghi e i pazienti gestendo in autonomia i programmi di riabilitazione, qui ho dovuto ricominciare da zero. Devo ringraziare i pazienti dell’Opera San Francesco Per i Poveri che mi hanno permesso di provare e sperimentare ciò che studiavo e che sono stati le mie cavie nel bene e nel male 😊In seguito, mossa dalla voglia di portare l’osteopatia in ambiti ancora inesplorati, ho deciso di proporre un progetto di ricerca sui bambini affetti da malattie autoimmuni presso uno dei centri italiani più prestigiosi. Ho condotto uno studio sul ruolo dell'osteopatia nel trattamento dell'Artrite Idiopatica Giovanile, ottenendo risultati promettenti in termini di remissione dei sintomi e riduzione dei farmaci. Questa ricerca ha aperto la strada a una borsa di studio e alla creazione di un ambulatorio di osteopatia dedicato alle malattie reumatiche presso l'Istituto G. Pini di Milano, che ho gestito personalmente.
La vita è un meraviglioso intreccio di esperienze e cambiamenti. Diventando mamma, ho dovuto imparare a conciliare tutto senza trascurare nulla. Attualmente mi dedico alla libera professione nel mio studio a Milano dove afferiscono pazienti pediatrici e adulti; inoltre sebbene abbia lasciato l'ospedale, le collaborazioni con specialisti reumatologi, pediatri e chirurghi continuano ad esserci permettendo ai pazienti di beneficiare del lavoro di squadra.
Negli ultimi anni, ho ampliato il mio focus alla Medicina della Danza, accogliendo nel mio studio ballerini professionisti, docenti e coreografi. Dal 2020 insegno anatomia e biomeccanica applicata alla danza presso le residenze artistiche del premio MAB. Nel 2024 ho fondato "Osteopathy for Everyone", un progetto volto a portare l'osteopatia nelle carceri e in contesti di fragilità. Infine, dal 2025, collaboro come autore per la rivista Osteopathy Academy e, dal 2026, sono reviewer per l'International Journal of Osteopathic Medicine.
Il mio percorso è sempre in continua evoluzione, i pazienti che osservo ogni giorno mi insegnano tanto e mi spingono ad approfondire nuove tematiche, soluzioni, metodi, …
Continuerò a portare avanti i valori in cui credo, dedicandomi con passione alla professione e alla formazione, con l’obiettivo di promuovere un’osteopatia che vada oltre la "tecnica" e il sintomo, per essere davvero accessibile a tutti.

